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cosa vedere a palermo in 3 giorni

cosa vedere a palermo

Vi fermate in città per alcuni giorni?
Se avete a disposizione tre giornate per visitare Palermo, 
potrete non solo godere del famoso centro storico con il suo impedibile itinerario arabo-normanno, 
ma anche allontanarvi alla scoperta di altri luoghi e approfondire la visita di questa affascinante e grande città.
Agli itinerari che vi consiglio alla sezione “cosa vedere in 2 giorni”
possiamo aggiungere un terzo giorno ricco di sorprese.

Spostandovi in auto, fate subito tappa a Mondello, la località balneare tanto amata dai palermitani 
con la sua incantevole baia sovrastata dal promontorio di Monte Pellegrino.
Mondello non è solo una bella spiaggia bianca dall’acqua cristallina, 
offre ampi eleganti viali ricchi di ville in stile liberty, 
un magico stabilimento balneare di inizi ‘900
ed anche un suggestivo borgo di pescatori con la sua piazzetta e i locali dove mangiare pesce freschissimo.
Se in estate una passeggiata per Mondello può risultare caotica per la presenza eccessiva di bagnanti, 
approfittate dei mesi primaverili e autunnali 
e potrete facilmente cogliere l’occasione di un meraviglioso bagno fuori stagione!
Lungo la strada per Mondello, vi consiglio assolutamente di fare una deviazione 
e salire sul Monte Pellegrino per visitare il Santuario di Santa Rosalia, patrona di Palermo.
Il santuario è una suggestiva grotta dove, nel 1624, sono state ritrovate le ossa della vergine palermitana 
che qui morì nel XII secolo dopo essersi ritirata in eremitaggio.
Le ossa vennero ritrovate durante una devastante epidemia di peste che imperversava in città e,
dopo che le reliquie vennero portate in processione per la città, 
la pestilenza miracolosamente cessò e Rosalia fu proclamata santa patrona di Palermo.
Ogni anno, il 15 luglio, la città celebra l’anniversario del ritrovamento 
con una folcloristica e partecipata processione: il Festino.

Sempre in direzione Mondello vale la pena visitare la Palazzina Cinese
all’interno del Parco della Favorita.
Voluta nel 1799 da Ferdinando di Borbone come dimora reale quando questi 
si trasferì a Palermo per fuggire dalle sommosse a Napoli, 
il piccolo palazzo reale presente un particolarissimo stile alla cinese appunto,
con decorazioni delle sale interne cha vanno dal gusto orientale al neoclassico 
passando per elementi arabeggianti o neopompeiani.
Da visitare è l’attiguo Museo Etnografico Giuseppe Pitrè (attualmente in restauro) 
ospitato nei locali delle dependance del Palazzo.
Il museo, fondato dall’illustre etnologo Giuseppe Pitrè, 
offre un’ampissima collezione di materiale che documenta la storia tradizionale siciliana.

Ma non c’è solo la Palazzina Cinese, Palermo è ricca di tanti palazzi e ville nobiliari che varrebbe davvero la pena visitare.
Si trovano sia in periferia che in pieno centro storico, splendono ancora dei loro arredi originali, 
con grandi saloni da ballo decorati ed affrescati. 
Se volete tuffarvi per un paio d’ore nell’atmosfera settecentesca ed ottocentesca della ricca Palermo di un tempo, 
non avete che l’imbarazzo della scelta.
Palazzo Mirto, vicino piazza Marina, è uno dei più famosi e sfarzosi; 
ma da vedere è anche Villa Whitaker a Malfitano (in via Dante) circondata dal suo splendido parco.
E ancora Palazzo Asmundo di fronte la Cattedrale o Palazzo Conte Federico.
Se poi volete concedervi un vero lusso, prenotate una visita a Palazzo Ganci Valguarnera, 
nel cui abbagliante salone degli specchi Visconti ha girato la famosa scena del ballo del Gattopardo.
Di stile diverso, ma altrettanto impedibile, il medievale Palazzo Chiaramente Steri
in piazza Marina, oggi sede del Rettorato dell’Università.
Da vedere il bellissimo cortile interno, il salone dei baroni con il famoso soffitto in legno riccamente decorato,
e le prigioni dell’inquisizione che qui ebbe la sua sede fino al 1782.

Infine, un altro suggerimento è fare una bella passeggiata all’Orto Botanico.
Creato nel 1789, nei suoi 10 ettari di estensione
offre una collezione ricchissima con circa 12000 specie diverse di piante. 
Meraviglioso passeggiare tra i suoi viali, all’ombra di enormi ficus “strangolatori”,
godendo di una pace che ci fa dimenticare il caos della città a pochi passi.


 
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